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Nuoro

Nuoro Città e capoluogo di provincia della Sardegna centrorientale; è situata a 532 m su una dorsale che scende dal monte Ortobene (955 m), a nord della regione delle Barbagie, in corrispondenza dello spartiacque fra il Tirreno (che dista circa 30 km), a est, e il mar di Sardegna, a ovest. Sorto come insediamento stabile in età bizantina (intorno al VII secolo), il primo nucleo della città appartenne probabilmente al giudicato di Torres fino al 1326, quindi passò all'Arborea; la prima testimonianza scritta della sua esistenza risale a documenti del 1342 (il toponimo Nùgor, da cui ancora deriva Nùgoro, esisteva tuttavia già nell'XI secolo). Dalla seconda metà del Quattrocento, in epoca aragonese, ebbe diverse dominazioni feudali, e nei due secoli successivi si sviluppò notevolmente; ma, quando i Savoia ottennero l'isola nel 1720, trovarono il Nuorese turbato da tensioni sociali (per le difficili condizioni di vita di pastori e contadini), che continuarono poi nell'Ottocento. Nel nostro secolo, Nuoro, capoluogo di provincia dal 1926, ha mutato il proprio orientamento economico primario da agricolo-pastorale ad amministrativo, sviluppandosi notevolmente dal punto di vista sia urbanistico sia demografico. Presso il margine orientale del nucleo più antico della città, dalla tessitura viaria di origine medievale, sorge il neoclassico Duomo (1836-1854), non lontano dalla pregevole piazza Sebastiano Satta, sistemata nel 1967, ricoperta di lastroni e sparsa di blocchi in granito con statuette raffiguranti il poeta nuorese. Notevole il Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde (Nuoro è principale custode dell'antica cultura isolana), che espone costumi, ornamenti e amuleti, oggetti d'uso domestico, tessuti e i celebri indumenti e maschere del carnevale sardo, fra cui quelli dei mamuthones di Mamoiada. Il Museo civico speleo-archeologico conserva reperti paleontologici, naturalistici e archeologici provenienti dal territorio circostante; il Museo deleddiano è ubicato nella casa natale della scrittrice Grazia Deledda, sepolta nella chiesetta di Nostra Signora della Solitudine, sulle pendici dell'Ortobene. Le prevalenti attività economiche della provincia, che comprende cento comuni ed è per due terzi collinare e per il resto montuosa, sono l'agricoltura (cereali, ortaggi, viti, frutta) e la pastorizia, che alimenta l'industria casearia. Sviluppati sono l'artigianato e il turismo.