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Introduzione

 

 

Come abbiamo già detto, la tradizione dolciaria sarda si colloca in periodi particolari e nelle occasioni di abbondanza alimentare. I dolci infatti, ancora oggi, vengono fruiti come alimenti eccezionali, riservati prevalentemente a momenti festivi. La produzione e in parte ancora a livello familiare,

anche se esistono piccole industrie artigianali che comunque conservano le tipologie dei dolci tradizionali delle diverse zone dell'isola . Ogni specialita e ogni zona ha le sue forme tipiche. Sono presenti in tutte le occasioni festive i cosiddetti suspirus,

chiamati candelaus in area logudorese e guéfus nelle zone campidanesi, le terícas chiamate anche tilicas, cucciuleddi o copulettas in altre regioni della Sardegna. Diffuse in tutte le zone sono anche is pabassinas. A questi dolci, nella tradizione dedicati a santi e morti, si aggiunge la focaccia dolcificata con la sapa e perciò detta pan'e saba. Caratteristiche del mondo pastorale, inoltre, sono le formaggelle, chiamate casadinas nel Logudoro e pàrdulas o pàdruasa nel Campidano,


e sa seada. Nell'area pastorale barbaricina e caratteristica una sorta di crostata "à gateau" detta "aranzada" in quanto viene realizzata con un'amalgama di mandorle, scorza d'arancio e miele.